giovedì 15 settembre 2011

Da visitare: La cattedrale di San Flaviano

Uno dei gioielli architettonici di Recanati rivede la luce a oltre 13 anni al terremoto. Nei giorni scorsi è stata riaperta la cattedrale di San Flaviano. 

L’occasione è accompagnata da una serie di iniziative che vanno al di là della data di apertura. Il duomo rappresenta il nucleo attorno al quale si è costruita una parte importante della storia non solo religiosa di Recanati, come è stato sottolineato nei giorni scorsi in un convegno. Col duomo ha riaperto anche il museo diocesano, custode di pezzi di straordinario pregio e testimone di una storia che affonda nel XII secolo quando sul crinale della collina tra i fiumi Musone e Potenza, il castello di Monte Volpino e un piccolo borgo fra le mura, detto di Castelnuovo, vi era appunto la chiesa di San Flaviano. Tra il 1151 e il 1179 Monte Volpino si costituiva Comune; la primitiva chiesa fu demolita e ricostruita all’inizio del XII. Nel 1600 venne data una vera forma alla Cattedrale, periodo nel quale ebbe il suo miglior fulgore con l’annesso palazzo episcopale convertito poi in museo diocesano negli anni ‘50, il primo aperto nelle Marche, che ripercorre la storia della chiesa con frammenti di polittici che erano sugli altari. 

"Grande è stato il lavoro svolto in questi anni per la ricostruzione fedele e perfetta, della cattedrale - ha detto il vescovo della diocesi mons. Claudio Giuliodori - Impianti tecnologicamente avanzati, tipo il riscaldamento a terra, non invasivo, fanno della Cattedrale, esaltazione ed espressione avanzata e avveniristica; una cattedrale che rinasce quindi dall’arte, dalla fede, dalla storia e dalla componentistica. In proiezione futura ci sarà una riorganizzazione pastorale e la cattedrale sarà al centro dei grandi eventi a partire dalle 40 ore. Da qui - ha proseguito Mons. Giuliodori - vogliamo ripartire come luogo di vita per tutta la comunità cristiana. In progetto c’è anche il restauro dell’Episcopio Antico su tre piani collegati da un ascensore, la sistemazione organica del muro di cinta col relativo parcheggio per avere così il polo museale più importante delle Marche. Speriamo di trovare i fondi o mecenati per fare col Parco di Villa Colloredo Mels un importante polo di attrazione, unico nella regione, oltre a quello dall’altro lato della città con i luoghi leopardiani e il centro."

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