sabato 13 novembre 2010

Natale nei borghi d’Italia da scoprire

Vacanze di Natale tra le bellezze d’Italia meno note e più raggiungibili per soggiorni tra le magiche atmosfere dei
borghi più belli e autentici d’Italia.

Vacanze di Natale tra le bellezze d’Italia meno note e più raggiungibili.

Vacanze fuori dai grandi flussi turistici offrono al viaggiatore di un valore che fortunatamente i tempi postmoderni sembrano rilanciare: l’autenticità. Le festività natalizie possono essere una buona occasione per concedersi una pausa dall’ordinario anche in senso più profondo, e approdare in questi lidi ospitali del Belpaese la soluzione congeniale. Se siete pronti a spogliarvi delle vesti di "turista" per vestirvi dei panni di "cittadino temporaneo", il vostro viaggio può portarvi a Recanati.


Nel cuore delle Marche, a pochi chilometri da Macerata si incontra Recanati, in una posizione panoramica su un colle tra le valli del fiume Musone e del Potenza: una zona abitata due millenni e mezzo fa dai Piceni, passata dai Bizantini ai Longobardi e da questi ai Franchi, che poi l’hanno donata alla Chiesa.

La città è indissolubilmente legata al nome di Giacomo Leopardi. Impossibile visitare questo luogo senza prendere in considerazione il suo più celebre cittadino, la cui memoria è presente ovunque: una città, quella di Recanati, della quale bisogna leggere le atmosfere particolari attraverso una precisa individuazione dei luoghi cantati dal poeta e una serena contemplazione.
Non è certo un caso che la piazza principale, sistemata a fine Ottocento, sia intitolata al poeta: al centro di questa si erge il monumento del poeta realizzato da Ugolino Panichi nel 1898, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Giacomo. Nella stessa piazza è anche il Palazzo Comunale, imponente costruzione in laterizi al cui interno hanno sede la Pinacoteca, con alcune celebri tele di Lorenzo Lotto, e il Museo di Beniamino Gigli, l’altro famoso personaggio nativo di Recanati.

Isolata sull’altro lato dello slargo spicca la cosiddetta Torre del Borgo, quasi mille anni di vita: una grossa struttura alta 36 metri, coronata da merli ghibellini, che ha fatto parte del palazzo comunale quattrocentesco abbattuto nel 1872 per lasciar posto al nuovo edificio.
Sui lati della torre alcuni elementi importanti: l’orologio cinquecentesco, il rilievo bronzeo con la Traslazione della S. Casa di Loreto opera di Pier Paolo Iacometti, la targa ai caduti della prima guerra mondiale di Guido Cirilli. Ma soprattutto lo stemma in marmo della città: il leone rampante scolpito da Iacopo Sansovino.
Frontale alla torre è la Chiesa di S. Domenico, di fondazione romanica ma riedificata nel XIV secolo dai Domenicani e caratterizzata da uno splendido portale in marmo realizzato da maestri lombardi. All’interno un affresco staccato raffigurante S. Vincenzo Ferrer in gloria di Lorenzo Lotto.

Più avanti, oltre la chiesa domenicana, su via Cavour, sorge il Teatro Persiani, con quattro ordini di palchi e un’ampia platea.
Qui Mascagni in occasione del centenario della nascita di Leopardi diresse il suo Poema sinfonico; vi cantò anche Beniamino Gigli Tosca e Bohème.

Il secondo e fondamentale fulcro legato alla memoria di Leopardi è la Piazza Sabato del Villaggio, in memoria della celebre poesia. Qui si trova il palazzo di famiglia, l’edificio settecentesco in cui il poeta è nato e dove, grazie alla biblioteca del padre Monaldo, ha compiuto il suo "studio matto e disperatissimo", fino a divenire un grande filologo.
La piazza ospita anche la Chiesa di S. Maria di Monte Morello in cui il piccolo Giacomo venne battezzato e successivamente servì messa. E la cosiddetta "casa di Silvia", forse identificabile con la Teresa Fattorini che qui abitava, figlia del cocchiere di casa Leopardi. Il viottolo che porta fuori dal piccolo slargo, tante volte percorso dal poeta, giunge al Colle dell’Infinito, forse la più famosa altura della poesia italiana, quella su cui evidentemente c'era "la siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude".
Bastano pochi euro per spendere (bene) il proprio tempo in qualcuno di questi borghi dove anche l’impegno economico richiesto all’ospite viene ponderato. Per ottimizzare l’organizzazione del proprio soggiorno ci si può rivolgere a www.vicolojacometti.com. Anche a feste finite, il viaggio può continuare perché in questi luoghi tradizione e sapori genuini non si fermano ai Natale ma durano tutto l’anno.

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